Salemi è un comune di circa 10.000 abitanti della provincia di Trapani, situato sulla soglia tra la Valle del Belice, ad est, e quella di Mazara ad ovest. In posizione baricentrica rispetto ai maggiori centri dell’area occidentale della regione, il comune si trova nell’ideale core della ss 118 e delle sue diramazioni, che lo legano anche infrastrutturalmente a Palermo, Trapani, Marsala e Mazara del Vallo, oltre che ai nuclei minori della valle belicina.
Costellato da numerose tracce di epoca normanna, nel 1968 viene colpito dal terremoto e diviene poi palcoscenico di numerose fasi di rilettura concettuale delle sue stratificazioni e ricostruzione, e nell’ultimo decennio diviene oggetto di ulteriori tentativi di rivalorizzazione, tanto a livello di gestione politica che di sviluppo socio-economico. Dall’operazione delle case a un euro passando per la nascita di organizzazioni culturali aventi come scopo la rimessa in circuito del borgo, Salemi antica vive oggi un periodo di rinnovato interesse sovralocale.

 

Dopo aver realizzato una serie di letture alla scala regionale e micro-regionale, si è deciso di avvicinare lo sguardo, mettendo in evidenza gli elementi più significativi che ricorrono alle varie scale a partire dallo scenario complessivo emerso. Si delinea così una figura composta da un tratto della Trasversale Sicula e dal suo spessore, una “profondità” fatta di campi coltivati e aree a pascolo, che inanella una serie di centri belicini – Calatafimi, Vita, Salemi, Gibellina, Santa Ninfa – intersecando aree di interesse culturale di varia natura – siti archeologici come Segesta, ma anche aree naturali protette come la Montagna Grande. Questo tracciato attraversa un paesaggio agricolo fatto di piccoli corsi d’acqua e campi coltivati; ma si tratta anche di un paesaggio abitato, in cui è possibile riconoscere sia forme di abitare molto variegate (in particolare si veda la seconda carta, alla scala di centro abitato, che mette in evidenza la contrapposizione tra tre sistemi insediativi differenti: Salemi antica, Salemi nuova e il tessuto sparso che si dispone a pettine lungo la viabilità secondaria), sia reti (reali o in prospettiva) di aziende, cooperative, e associazioni locali. Un tracciato che determina in modo evidente nuovi equilibri e gerarchie in questo territorio, inanellando una serie di spazi e servizi vitali per il centro abitato, mostrando addensamenti e “zone d’ombra” difficilmente accessibili o scarsamente servite ad entrambe le scale. 

crediti: Gianluca Basile & Antonino Caridi

 

Si individuano così alcuni sistemi urbani (illustrati nelle pagine seguenti) che connettono i diversi fulcri della vita cittadina, in cui si concentrano - sulle piazze, sugli slarghi e sulle vie adiacenti - diverse attività di carattere commerciale e professionale, o ancora punti di interesse per il turismo culturale: musei, beni culturali, eccellenze artistiche ed architettoniche. Tali ambiti urbani sono collegati dal percorso viario che attualmente consente la percorribilità veicolare anulare dell’intero centro storico. Sono caratterizzati da altri percorsi che parallelamente si snodano a quote differenti includendo alcune aree strategiche come nella zona di Piano Cascio, del Rabato, dei Giardini del Carmine e della Misericordia. Tali percorsi secondari, dalla prevalente percorribilità pedonale, danno vita a dei distretti urbani riconoscibili che, grazie alla presenza di un’elevata densità di spazi di proprietà pubblica, offrono molteplici potenzialità di sviluppo. È dunque lo stato prevalente di cattiva conservazione o addirittura di rovina della maggior parte di questi manufatti appartenenti al Comune, che può essere visto, al positivo, come disponibilità di aree ad elevato grado di trasformabilità. Ciò può consentire infatti di dare vita ad un ripristino volumetrico attento non solo alla creazione di ulteriore superficie coperta, ma soprattutto alla creazione di nuovi spazi aperti ad uso collettivo o privato che ridisegnano l’assetto urbano complessivo con l’introduzione di alcuni nuovi fulcri e assetti urbani.

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Lo spirito del progetto in questione è di proporre una riflessione che superi le tradizionali categorie di intervento, nonchè la scala meramente architettonica che spesso questi studi propongono, arrivando ad alcune suggestioni metaprogettuali con indicazioni parametriche in grado di guidare le successive trasformazione di alcuni comparti urbani del centro storico. Da un lato si cerca di coniugare un approccio al manufatto che lo consideri sia nella sua consistenza materica, sia nel suo ruolo all’interno del sistema urbano. Dall’altro si vuole, inoltre, contestualizzare queste suggestioni alla scala architettonica all’interno di alcuni ragionamenti sullo spazio pubblico, inteso nella sua dimensione in profonda continuità con gli edifici. Nelle rappresentazioni a seguire si cerca di mettere in luce questa continuità, individuando lo spazio pubblico come sistema di tanti elementi: pavimentazioni, vegetazione autoctona, porosità dei passaggi e delle risalite urbane. Per le ipotesi mataprogettuali vere e proprie, si rimanda alla pubblicazione completa.